A novembre di quest'anno le richieste di finanziamenti da parte dei cittadini alle banche sono calate del 46%.
I soldi nelle casse delle banche italiane ci sono. Magari non tantissimi, ma neanche pochi. Il vero problema è che agli sportelli sta diventando consuetudine scoraggiare il cliente che chiede un prestito. Quasi un mantra che viene insegnato all'impiegato di turno.
Perché con la crisi è meglio non scherzare. Secondo i dati Crif, a novembre sono crollate le richieste di finanziamenti da parte dei cittadini alle banche: il 46 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un disastro. Di cui non si vede via d'uscita, anche per il comportamento di alcuni istituti di credito.
Ai coraggiosi che vanno comunque allo sportello, un cortese addetto risponde: "E' proprio sicuro che vuole chiederlo il prestito? Guardi che se poi le viene negato - e in questo periodo succede spesso - il rifiuto viene trascritto e inserito nella banca dati. Un brutto precedente, meglio soprassedere".
A quel punto, naturalmente, chi insisterebbe? Ecco perché la colpa non è solo della crisi. Se l'economia reale non gira, bisogna guardarsi tutti in faccia. Dalle istituzioni alle banche, dai cittadini alle imprese. E farsi un esame di coscienza.
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