Dal primo gennaio 2013 le nuove regole europee rischiano di mandare ancora di più in crisi il sistema finanziario e quindi quello imprenditoriale.
Dal primo gennaio 2013 sull'Italia e sul mondo dei prestiti si abbatterà Basilea 3, ovvero il nuovo accordo europeo che mette a rischio i finanziamenti in scadenza. I settori più esposti, secondo i dati Dealogic, sarebbero Tmt (telecomunicazioni, media e tecnologie) con 20 miliardi in scadenza, trasporti (15 miliardi) e industria in senso stretto (12).
Il responsabile corporate di una banca estera ha spiegato al Sole 24 ore quali rischi si correranno: "I prestiti che scadono tra 2012 e 2013, stimabili in 90 miliardi, sono i più a rischio. Con l'entrata in vigore di Basilea 3, le banche difficilmente saranno in grado di rinnovare i prestiti perché. senza correttivi, troppo alto sarebbe il consumo di capitale".
Ma non sarà solo il settore imprenditoriale a soffrirne. Pure le famiglie subiranno contraccolpi. Le Bcc (banche di credito cooperativo) e l'Eacb (Associazione europea del settore) hanno presentato la proposta di un balancing factor. In questo caso, a parlare è Sergio Gatti, direttore generale della Federazione delle Bcc: "E' importante tenere alta la pressione nei confronti dei regolatori internazionali che rischiano di scrivere norme in parte senza senso e senza una visione organica degli effetti collaterali sull'economia reale".
Un'altra proposta era stata portata a Bruxelles da Abi, Confindustria e Rete Imprese Italia per introdurre un fattore di correzione su tutti i prestiti alle Pmi (piccole medie imprese) per immunizzarle da una nuova pesante stretta creditizia.
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