L'Isc è il più recente, introdotto nel 2003 dal Comitato interministeriale per il credito. Insieme al Taeg, è obbligatorio indicarlo nei contratti di finanziamento.
Cosa sono gli indicatori di costo in un prestito? Sono ciò che definisce l'importo delle rate mensili, quindi una parte fondamentale del finanziamento. L'Isc, l'Indicatore sintetico di costo, è il parametro che riassume tutti i costi dell'operazione finanziaria. Ed è espresso in percentuale.
Isc è praticamente sinonimo di Taeg, Tasso annuo effettivo globale. Il costo della rata, incluse le spese accessorie. Si calcola sommando il Tan, Tasso annuo nominale, le spese accessorie e documentali. Per legge, il Taeg deve essere indicato nei contratti di prestito.
Per fare un esempio concreto, se chiediamo 10mila euro per un prestito personale volto a ottenere nuova liquidità e il TAN è del 10%, probabilmente il TAEG sarà intorno all'11-11,5%. Di solito, infatti, il divario tra questi due indicatori è compreso tra uno e due punti percentuali.
Nel computo dell'ISC o TAEG, quindi, rientrano, le spese d'istruttoria, quelle per gestire la pratica, le eventuali spese assicurative o per altre garanzie; se presenti, sono calcolate anche le eventuali prestazioni di mediatori creditizi e in generale tutti gli oneri previsti dal contratto, ad esempio la commissione per l'incasso delle rate.
L'Isc è stato introdotto nel 2003 dal Comitato interministeriale per il credito e affidato alla Banca d'Italia. Anche quest'ultimo deve essere sempre inserito, in forma percentuale, nei contratti di finanziamento stipulati dal cliente.
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