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Prestiti e mutui ai giovani: -30% rispetto a cinque anni fa

Domenica 15 Luglio 2012, 12:05 in banche, finanziarie, prestiti di

Bankitalia pubblica uno studio compiuto su due milioni di contratti stipulati e li confronta con lo scorso quadriennio.

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Prestiti e mutui: è crisi profonda per i giovani (gli under 35). Lo ha rivelato Bankitalia, mettendo a confronto i contratti stipulati nel quadriennio 2004-2007 e nel 2008-2011. Ebbene, il calo è stato addirittura del 30 per cento.

Più in generale, dal 2008 al 2011 "il numero dei nuovi mutui concessi si è ridotto mediamente del 9,1% ogni anno, a fronte di un aumento medio dell'8,5% nei tre anni precedenti".

Per la ricerca sono stati utilizzati due milioni di contratti di mutuo per l'acquisto della casa: nel periodo 2008-2011 il numero dei mutui di importo superiore ai 75 mila euro concessi alle famiglie consumatrici dalle banche partecipanti alla Rilevazione analitica dei tassi d'interesse "è risultato sistematicamente più basso rispetto al quadriennio precedente".

Dal 2004 al 2007 il numero medio annuo di contratti stipulati è infatti "stato pari a circa 266.000; nel periodo successivo è diminuito del 22%, a 208.000". E - sottolinea lo studio - "anche l'importo complessivo delle nuove erogazioni ha avuto un andamento analogo, sebbene abbia registrato un ritmo di crescita più elevato negli anni di espansione, grazie anche all'andamento crescente delle quotazioni immobiliari".

Nell'indagine si legge che "il calo è stato determinato sia da fattori di domanda sia di offerta. I primi sono legati soprattutto alla debolezza del mercato immobiliare e alla fase negativa del ciclo economico, caratterizzata dall'aumento del tasso di disoccupazione e dalla riduzione dei redditi delle famiglie". Allo stesso tempo, viene evidenziato, "le condizioni di offerta da parte degli intermediari hanno registrato un irrigidimento, connesso al peggioramento delle condizioni di accesso alle fonti di finanziamento e all'inasprimento dei vincoli di bilancio, oltre che al deterioramento della qualità dei prestiti".

Lo studio inoltre sottolinea che "l'irrigidimento dell'offerta ha inciso in misura minore sui mutuatari con redditi elevati, come emerge dall'andamento delle erogazioni di mutui di ammontare elevato, di importo superiore a 150 mila euro, aumentati del 2%".

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