"Spagna, Italia e Irlanda rischierebbero di uscire dall'euro se cominciasse uno sfaldamento".
E' allarme debiti. E questa volta non arriva dalla Bce o da un governo dell'Ue, ma dal Wall Street Journal, che titola: "Le banche europee sono alle prese con una montagna di debiti a rischio".
Da uno studio di PricewaterhouseCoopers, compagnia di servizi finanziari, emerge che le banche europee hanno portato avanti prestiti "no core" per una cifra record pari a 27 miliardi di euro nella prima metà del 2012, e potrebbero toccare i 50 miliardi alla fine dell'anno stesso, contro i 36 miliardi di euro del 2011.
Lo studio continua ancora che la quota di crediti che non frutta interesse nel settore delle banche europee è cresciuta piu' del 10% lo scorso anno ed è più che raddoppiata dalla fine del 2008.
E se per la Grecia, su cui permangono forti dubbi sulla permanenza nell'eurozona, il 20% dei prestiti è a rischio, un terzo comunque di questi finanziamenti è concentrato nelle banche di Spagna, Italia e Irlanda. Paesi questi che potrebbero avere difficolta' a restare nell'euro se cominciasse uno sfaldamento. Gli investitori sono riluttanti a mettere soldi nell'eurozona finche' non capiscono in quale direzione si stia muovendo.
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