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Prestiti imprese: insolvenze sfiorano gli 84 miliardi di euro

Venerdì 10 Agosto 2012, 16:18 in banche, prestiti, prestiti personali di

Le banche investono sul sicuro e non concedono finanziamenti a imprese e famiglie. La Cgia di Mestre chiede aiuto a Mario Monti.

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A maggio 2012 le imprese italiane hanno sfiorato gli 84 miliardi di euro di insolvenza. Più nel dettaglio, 83,691 miliardi. Rispetto a un anno fa, le sofferenze sono aumentate di oltre il 13% (+13,8%). Una situazione, questa, che ha imposto alle banche una seria riflessione e la diminuzione nella concessione dei finanziamenti (-2%, ossia -20 - 25 miliardi di euro).

I dati arrivano dalla Cgia di Mestre. "La crescita delle sofferenze bancarie - ha detto a questo proposito Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - è la manifestazione piu' evidente della difficolta' del momento. La cronica mancanza di liquidita' e il calo del fatturato sono tra le cause che hanno fatto esplodere l'insolvibilita. In questi ultimi 5 anni di difficolta' economica si sono ulteriormente allungati i tempi di pagamento nei rapporti commerciali tra le imprese e tra le imprese e la pubblica amministrazione. Per questo ci appelliamo al Premier Monti  affinche' intervenga in tempi rapidissimi e recepisca la Direttiva europea contro i ritardi dei pagamenti. Dobbiamo mettere fine a questo malcostume tutto italiano che sta gettando sul lastrico tantissimi piccoli imprenditori che si trovano a corto di liquidita' anche perche' non riescono a recuperare i propri crediti".

Nonostante la Bce, in due occasioni, abbia immesso liquidità nelle casse dei nostri istituti di credito, i prestiti sono calati. In compenso, ha subito un vero e proprio boom l'acquisto, da parte delle banche, dei titoli di stato. Bot, Cct e Btp sono dunque più appetitosi di un prestito a famiglie o imprese, ma questa non è una novità.

Bortolussi chiosa così: "Le banche italiane hanno preferito investire sul sicuro, anziche' rischiare assieme alle imprese. Tuttavia, se le banche italiane hanno acquistato i nostri titoli di Stato in maniera cosi massiccia, non possiamo disconoscere che cio' ha contribuito a immettere una forte dose di liquidita' nel sistema salvando il Paese dalla bancarotta".

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